Il Borgo

Borgo Po fa parte della storia di Torino con i suoi monumenti, i suoi luoghi d’arte e cultura e anche le sue antiche leggende.

IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE

Borgo Po

Oggi considerato uno dei più belli della città, quello di Borgo Po è in realtà un quartiere di origini modeste, abitato in epoca romana da pescatori e lavandai che grazie alla vicinanza con il fiume potevano esercitare i loro piccoli commerci locali. Conobbe una grande espansione in periodo napoleonico, quando la costruzione di un ponte in muratura (che andava a sostituire i precedenti di pietra e lignei) permise di entrare e uscire dalla città con estrema facilità, a beneficio degli spostamenti di merci e di esseri umani.

Fu allora che, da piccolo borgo periferico, il quartiere divenne importante crocevia di genti e merci, dimostrando contemporaneamente un certo fervore artistico e culturale che beneficiò ancor di più del ritorno dei Savoia a Torino nel 1814. Pochi anni dopo cominciò infatti la costruzione di una chiesa dalla dimensione e dalle forme ambiziose, che sarebbe diventata di lì a qualche tempo uno dei simboli della città: la Chiesa della Gran Madre di Dio, la cui dedica sul timpano è rivolta proprio al ritorno del re a Torino.

Con il passare dei decenni, la veste culturale di Borgo Po crebbe parallelamente al suo prestigio, contribuendo a renderlo il quartiere elegante, residenziale e al tempo stesso commerciale che conosciamo oggi.

Sede di storici ristoranti e raffinati bistrot, botteghe artigiane diventate punti di riferimento per le eccellenze enogastronomiche e non solo, Borgo Po si presenta oggi come uno dei quartieri più ricchi di storia e di connessioni con il territorio cittadino e piemontese.

IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE

Monumenti

Gran Madre di Dio

Imponente, dal marcato stile neoclassico, la Chiesa della Gran Madre di Dio fu commissionata dalla città di Torino per festeggiare, nel 1814, il ritorno del re Vittorio Emanuele I e la fine del dominio napoleonico. La celebrazione dell’evento è racchiusa nell’epigrafe latina Ordo Populusque Taurinus ob adventum Regi (La nobiltà e il popolo di Torino per il ritorno del Re), posta sul timpano del pronao. L’inaugurazione della chiesa si tenne nel 1831 sotto il regno di Re Carlo Alberto.

Rialzata rispetto alla piazza, la chiesa è caratterizzata da un’ampia scalinata che porta al pronao costituito da sei colonne frontali e due colonne per ogni lato, tutte sovrastate da capitelli corinzi. Due statue ai lati della scalinata raffigurano rispettivamente la Fede e la Religione.

All’interno, una navata unica a pianta circolare nell’abside semicircolare dove è posizionato l’altare maggiore. Un numero piuttosto alto di pregevoli statue e bassorilievi guida l’occhio verso la parte più caratteristica della chiesa, cioè la cupola, considerata un capolavoro dello stile Neoclassico piemontese.

Villa della Regina

Originariamente concepita come una sontuosa residenza di campagna, deve il suo nome alle Regine di Sardegna Anna Maria d’Orleans e Polissena d’Assia, che la scelsero, durante il loro regno, come residenza estiva. La Villa, gioiello del barocco piemontese, è di origine seicentesca e sorge nella zona collinare della città, nel quartiere di Borgo Po.

L’accesso alla Villa avviene tramite una doppia scalinata al centro della quale è posta la fontana del Nettuno, impreziosita dalla statua del Dio e di dodici divinità fluviali.

Il retro della Villa è caratterizzato da un magnifico giardino all’italiana ad anfiteatro, inserito nel 2016 tra i dieci parchi più belli d’Italia. Tutta la struttura, compresi i giardini, fa parte del circuito delle Residenze Sabaude ed è riconosciuta, dal 1997, tra i Patrimoni dell’Umanità protetti dall’Unesco

Monte dei Cappuccini

La Chiesa di Santa Maria al Monte e convento dei frati cappuccini sorge sulla collina torinese a un’altezza di circa 300 metri sopra il livello del mare. I lavori di edificazione cominciarono nel 1583 ma, a causa di numerosi rallentamenti dovuti a mancanza di fondi, a un’epidemia di peste e a due guerre, terminarono solo nel 1656.

L’esterno della Chiesa è in stile tardo-rinascimentale, mentre gli interni sono impreziositi da numerose opere d’arte, decorazioni in stile barocco piemontese e marmi. Sempre all’interno sono presenti cinque altari: uno maggiore e quattro laterali posti negli altrettanti angoli della chiesa.

Il Monte dei Cappuccini è conosciuto anche per essere uno dei belvedere più affascinanti della città, luogo privilegiato per ammirare alcuni dei più importanti monumenti di Torino, come per esempio la Mole Antonelliana.

IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE

Curiosità

Il Sacro Graal

Miti e leggende che si perdono nella notte dei tempi vogliono Torino come uno dei poli esoterici più potenti del pianeta.

Una di queste riguarda il Sacro Graal, la mitica coppa con la quale si dice che Gesù abbia celebrato l’Ultima Cena e nella quale venne raccolto il suo sangue dopo la crocifissione.

Alcuni sostengono che il Graal sia sepolto nei sotterranei della Chiesa della Gran Madre di Dio, mentre altri credono che si trovi all’interno della statua della Fede, nella coppa che la figura rivolge verso il cielo.

Villa Scott

Al confine tra il quartiere di Borgo Po e il quartiere Crimea sorge Villa Scott, una delle opere più importanti dell’ingegner Pietro Fenoglio e tra i più affascinanti esempi di costruzione liberty d’Italia.

Nel 1974, la Villa divenne famosa per essere stata scelta come location del film Profondo Rosso, del regista romano Dario Argento.

La Pietra Filosofale

Sulle facciate di cinque case del quartiere appaiono altrettanti bassorilievi, tutti rappresentanti una nave.

Le case si trovano in Via Segurana, 7, in Via Lanfranchi, 3 e in Via Mancini 6, 15 e 21. Una serie molto simile si trova a Parigi sulla fontana del Vertbois.

Secondo alcune leggende esoteriche, la nave rappresentata sui bassorilievi sarebbe quella degli Argonauti e al centro, sotto la vela, dovrebbe essere nascosta la pietra filosofale.

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